♣ Il Disastro del Gleno ♣

 

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♣ Il Disastro del Gleno ♣

Gli Aiuti

Aiuti amministrativi
Al primo anniversario del disastro, le amministrazioni dei vari paesi inviavano al re un album fotografico della zona prima e dopo il disastro, con una dedica e una lettera a Mussolini per reclamare aiuti mai arrivati.
"Ma ad un anno dal disastro, nessuna prova di tali soccorsi hanno potuto riscontrare..."

Finalmente, dopo più di un anno, venne il Regio Decreto-Legge 8 aprile 1925, n.381. In esso era autorizzata una spesa di 6.000.000 di lire per le località colpite, le riparazioni e i beni mobili ed immobili ad esclusione dei grandi industriali. L'accertamento dei danni e conseguenti contribuzioni andranno determinati da una Commissione, che procederà con criteri di equità.
La commissione concluse i lavori nel luglio 1926.
Il Consiglio dei Ministri del dicembre 1923 stabilisce la ricostruzione dei ponti di Dezzo e di Corna, la ricostruzione della Via Mala, le opere di arginatura e la sistemazione della ferrovia Iseo-Edolo. I lavori vengono appaltati per la massima parte alle Cooperative edili fasciste, e il ritardo con cui avanzano i lavori dà luogo ad accese polemiche.
Vi furono quindi varie interrogazioni parlamentari e risposte rassicuranti.

Aiuti Economici
Molti benestanti del tempo, intellettuali e politici, intervnnero in aiuto delle popolazioni.
Tra di essi possiamo ricordare il conte Giacomo Suardo, soprannominato "l'Angelo del Gleno", che fu il primo a intervenire a Dezzo.
Sul versante bresciano, invece, gli interventi furono corali.
La solidarietà delle popolazioni fu comune e non sentita solo in Italia. La stampa, in particolare mostrò grande sensibilità. Il disastro del Gleno ebbe caratteristiche tanto eccezionali, che le autorità del tempo provvidero ai servizi di soccorso con un'improvvisazione tumultuosa.
Le compagnie mitragliatrici dell'esercito vengono inviate in aiuto e ricevono un meritato encomio dal Ministro della Guerra indirizzato a tutte le truppe. Da Brescia si inviano i reparti zappatori del 2° Fanteria e del 7° Bersaglieri oltre che un reparto della Finanza di Brescia. Da Milan giungono carabinieri e numerosi militi, oltre che pane e viveri per formare un magazzino.
Si istituisce un Comitato Provinciale pro danneggiati dal disastro del Gleno. Si suddividono i danneggiati in tre categorie in base al danno che hanno subito e i soccorsi si distribuiscono in base alla necessità di ognuno di questi tre gruppi. Si distribuiscono indumenti e biancheria, tutte le offerte delle popolazioni affluiscono al Comitato Locale. Le distribuzioni avvengono il giorno dopo la delibera delle rispettive assegnazioni in modo da non commettere errori.
Per quanto riguarda le abitazioni si stabilisce di adattare opportuni locali. A tal scopo si userà una baracca che verrà spedita da Milano.
Il comitato di Bergamo dà prove di operosità e tempestività, disponendo immediatamente in favore delle famiglie più colpite.

 

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